Scegliamo il nostro mondo successivo in base a ciò che noi apprendiamo in questo. Se non impari nulla, il mondo di poi sarà identico a quello di prima, con le stesse limitazioni. Da "Il gabbiano di Jonathan Livingston" di Richard Bach
giovedì 7 giugno 2012
sabato 5 maggio 2012
Lettera dai bambini di Rosignano Solvay ai bambini di Monterotondo
Come promesso, vi mando una lettera da parte di altri bambine e bambini di una classe quarta elementare in Toscana. Con piacere hanno letto con me e con la loro maestra, Patrizia, tutte le cose che avete scritto; e con piacere vi mandano una lettera di idee, che forse vi potranno aiutare.
A presto!! Ciao,
Luca, con un saluto speciale dalla maestra Patrizia
- Un robot capace di insegnare con
la voce che viene da un autoparlante
- Un giovane ragazzo che abbia
almeno finito la scuola media
- E ricordate che anche voi
diventerete grandi e lascerete l’isola
mercoledì 2 maggio 2012
martedì 24 aprile 2012
Regole...
Caro Luca,
abbiamo riparlato di cosa fare se uno non si comporta bene. Prima qualcuno diceva che non si poteva fare più niente (Kamran e Francesco), poi un po' dicevano che ci voleva il tribunale, ma certi dicevano che non volevano i giudici e i tribunali e che poi non c'erano neanche e chi li costruiva? Poi Riccardo ha detto che "aiutiamo i compagni a capire le regole" e tanti hanno detto che andava bene perché forse quei bambini che si comportano male non le avevano capite bene. Francesco: "Sì, ma se dopo che gliele hai fatte capire, continua, che fai?". Camilla: "Una grotta con le sbarre" Matteo: "Ma non abbiamo le prigioni!" Francesco: "Una stanza buia piena di cose che fanno paura che ci sta dentro tanto se ha fatto cose grosse". Umberto: "Con la violenza subito va bene, ma dopo le cose non vanno bene, invece se gli fai capire le cose, ci mette di più ma dopo è meglio". La maggior parte è d'accordo con Umberto, niente punizioni forti, dolore o prigione. Poi la maestra chiede ad alcuni bambini che non avevano rispettato una consegna e tutta la classe conosceva questo fatto, come si erano sentiti e tutti hanno detto male e poi anche gli altri bambini hanno detto che quando fanno qualcosa che non va bene gli dispiace e se ne vergognano. Allora non è bello per chi non rispetta le regole, non ci sta bene lui per primo. Allora qualcuno ha detto che si deve chiedere perdono, Giulio: "Deve rimediare al danno che ha fatto, facendo di più: se ti rompe una penna, te ne deve ridare 2 o darti la penna e in più qualcos'altro". E si arriva alla decisione che chi sbaglia deve riparare al danno commesso facendo qualcosa in più del normale così che dopo lui si sente ancora bene a far parte del gruppo e gli altri si fidano ancora di lui. Umberto: "Facciamo come i punti della patente, con delle azioni negative glieli togliamo, poi quando non ne ha più, per farseli rimettere deve fare delle azioni buone". Riccardo C. dice che ognuno se vuole può guadagnarsi dei punti facendo cose positive per tutta l'isola che per lui sono dei crediti e gli possono anche essere utili se lui dovesse fare qualcosa di negativo. I compagni sono d'accordo. Infine aggiunge di mettere un tutor incaricato di seguire che il bambino che ha sbagliato faccia tutte le azioni necessarie per rimediare al danno perché ormai i bambini pensano che non si deve fare qualcosa solo per il bambino che è rimasto danneggiato dal comportamento di un altro compagno, ma si può rimediare anche facendo cose positive e di aiuto per tutta l'isola solo che ci vuole un tutor che lo può seguire. Se poi un bambino poi non vuole fare proprio niente, viene mandato fuori dall'isola.
Ciao, ciao la classe 4B.





