Cari bambini,
mi chiamo Luca, vivo lontano da Monterotondo e mi piace navigare.
Vi scrivo perché un po’ di tempo fa ho conosciuto le vostre maestre: chiedete anche a loro, credo si ricordino di me. Proprio una vostra maestra mi ha detto che avreste imparato a usare i blog e mi ha dato questo indirizzo: spero sia quello giusto! Le vostre maestre mi hanno anche detto che avete molta fantasia, e vi scrivo perché proprio di fantasia ho bisogno!
Volete sapere cosa mi è successo? Bene, ve lo racconto, ma non parlatene troppo in giro, perché è una specie di segreto... Facciamo così, se volete: io ora vi racconto la storia, voi ne parlate con le vostre maestre e decidete se potete aiutarmi. Dunque, qualche mese fa, mentre navigavo (con la mia nave) in mari molto lontani, ho visto in lontananza un’isola.

Mi sono avvicinato e, più mi avvicinavo, più l’isola sembrava bella: c’erano montagne piuttosto alte, c’erano boschi rigogliosi e verdissimi e, qua e là, si vedevano grandi prati. Tra le due montagne più grandi scendeva un torrente d’acqua cristallina, che arrivava al mare. La spiaggia sembrava di sabbia finissima ed entrava dolcemente nel mare.
Ho subito guardato sulle mie cartine, per trovare il nome dell’isola: dopo tanto cercare, non l’ho trovata! Ho preso tutte le mie mappe e i mappamondi, mi sono impegnato per ore, ma non ho trovato da nessuna parte un segno per indicare quest’isola... E allora ho capito... Avevo appena scoperto un’isola sconosciuta! Un’isola che nessuno aveva mai scoperto prima: ecco perché le cartine, le mappe e i mappamondi non la segnalavano!
Ho subito guardato sulle mie cartine, per trovare il nome dell’isola: dopo tanto cercare, non l’ho trovata! Ho preso tutte le mie mappe e i mappamondi, mi sono impegnato per ore, ma non ho trovato da nessuna parte un segno per indicare quest’isola... E allora ho capito... Avevo appena scoperto un’isola sconosciuta! Un’isola che nessuno aveva mai scoperto prima: ecco perché le cartine, le mappe e i mappamondi non la segnalavano!
Immaginate com’ero contento! Ero impaziente di tornare indietro e di raccontare a tutti: “Ho scoperto un’isola sconosciuta! È bellissima!...”. Stavo già pensando a come avrei raccontato a tutti, quando mi è venuto un dubbio: “C’è un problema – pensai – Se racconto a tutti dell’esistenza di quest’isola, probabilmente molti vorranno venire a vederla. Se molti vorranno venire, forse qualcuno lo farà con sincera curiosità per la bellezza... Ma se poi vengono tante persone, solo per “moda”, e piano piano rovinano l’isola? Se la trasformano in un posto brutto come ne esistono tanti? Se anche questo posto bellissimo diventa un posto come tutti gli altri?...”
Pensando e ripensando, stavo per decidere di tenermi il segreto e di non dire a nessuno che avevo scoperto quest’isola... E infatti calai l’ancora, e rimasi a dormire per tre notti vicino all’isola, esplorando di giorno la spiaggia e la vegetazione più vicina. L’isola sembrava disabitata...
Dopo tre giorni, mi sentivo comunque un po’ triste: non è bello scoprire un’isola sconosciuta e non poterlo dire a nessuno. Che fare? Ecco, ho avuto un’idea e vi scrivo per questo. Vorrei dire che quest’isola esiste non a tutti... o meglio, non proprio a tutti subito: per iniziare, vorrei dirlo a qualcuno che mi può aiutare a immaginare come si potrebbe vivere bene su quest’isola. Insomma, mi chiedo: è possibile che delle persone vengano a vivere su quest’isola e che ci abitino, che ci facciano il loro paese, in modo da vivere davvero bene, davvero felici? Certo, non si potranno eliminare del tutto dall’isola le cose brutte che a volte succedono, ma molte cose brutte sono provocate dagli uomini, o almeno credo: ecco, mi piacerebbe immaginare come si potrebbe vivere lì, per essere felici e fare in modo che le cose brutte provocate dagli uomini siano il meno possibile...
Io non credo di avere abbastanza fantasia per immaginare come potrebbe essere quest’isola. Ci sono tante cose da immaginare... dove si abita, cosa dobbiamo avere delle cose che usiamo normalmente e quali sono le cose a cui possiamo rinunciare, come passiamo il tempo, come prendiamo le decisioni, di quali regole abbiamo bisogno, cosa succede a chi non rispetta le regole... e mille altre cose... Insomma, se volete, un argomento alla volta, possiamo iniziare a pensarci...
A proposito, se decidete di aiutarmi, vi mando un disegno dell’isola. Per ora vi mando un disegno della nave, di come è fatta dentro. Se decidete di aiutarmi, col permesso delle vostre maestre, immaginate di salire sulla nave e scrivetemi i vostri nomi.
[Ah, una cosa: state molto attenti perché anche in Internet girano nuovi “pirati”, che non sempre hanno buone intenzioni: per questo vi dico di chiedere alle vostre maestre, perché loro, conoscendomi, vi possono dire se avere fiducia e se potete aiutarmi]
Vedete, nella nave ci sono diverse stanze, e ognuno di voi durante il viaggio naturalmente può andare dove vuole in giro per la nave... Però, quando mi dite il vostro nome, sono curioso di sapere in quale stanza ognuno di voi passerebbe più tempo... ditemi il nome e la stanza preferita!
Le stanze sono:
Le stanze sono:
Sopra coperta: uffici e saletta per il timoniere. In alto, sull’albero maestro, c’è il piccolo rifugio di chi vuole guardare a distanza
Piano più alto
[1] cucina; [2] sala da pranzo; [3] sala della televisione: c’è una grande televisione, divani e sedie; [4] sala giochi (con tutti i giochi che non sono videogiochi...); [5] sala videogiochi (che contiene solo videogiochi); [6] sala computer e, da una parte, le stanze con le mappe.
Piano di mezzo
[7] corridoio con le camere da letto e i bagni; [8] biblioteca e sala con i quadri; [9] sala musica (dove si può suonare o ascoltare musica); [10] sala del teatro (dove si può fare teatro); [11] sala “panorama” (questa devo spiegarvela meglio: c’è una grande finestra che fa vedere il mare e le onde proprio di fronte; le sedie sono in discesa, come al cinema o al teatro; è una stanza in cui bisogna stare silenziosi... si può guardare il mare)
[7] corridoio con le camere da letto e i bagni; [8] biblioteca e sala con i quadri; [9] sala musica (dove si può suonare o ascoltare musica); [10] sala del teatro (dove si può fare teatro); [11] sala “panorama” (questa devo spiegarvela meglio: c’è una grande finestra che fa vedere il mare e le onde proprio di fronte; le sedie sono in discesa, come al cinema o al teatro; è una stanza in cui bisogna stare silenziosi... si può guardare il mare)
Piano più basso
[12] Magazzini (che contengono di tutto, dal cibo ai pezzi di ricambio)

Se volete aiutarmi a immaginare quest’isola sconosciuta, appena ricevo la vostra risposta vi faccio la prima domanda... Perché il nostro “viaggio” potrebbe funzionare così: io vi faccio tante domande: domande difficili forse, ma che non hanno una risposta giusta o sbagliata... Voi potete commentare le mie domande, provando a dare risposte, facendo ipotesi o facendo altre domande: ma ognuno di voi, guardando quello che hanno detto gli altri, dovrebbe dare la sua idea... Ricordando una cosa: più idee abbiamo, meglio è. Poi certo dobbiamo decidere qualcosa... Ma se qualcuno ha un’idea diversa dagli altri, deve dirla a tutti: tutte le idee sono preziose. Inventarsi un’isola è un po’ come trovarsi in un posto quasi buio: all’inizio non si vede bene cosa c’è, cosa ci sarà: ognuno ha in mano una piccola lanterna, con le sue idee... Più lanterne mettiamo insieme, più luce facciamo. E se qualche volta puntiamo tutti la lanterna nella stessa direzione (cioè: se abbiamo tutti la stessa idea), allora può essere importante se qualcuno ha un’idea diversa e ce la dice: è come se con la sua lanterna ci facesse vedere una cosa che non abbiamo illuminato abbastanza.
Siete pronti per il viaggio? Spero di sì, comunque grazie per aver letto questa mia storia e salutatemi le vostre maestre!
Siete pronti per il viaggio? Spero di sì, comunque grazie per aver letto questa mia storia e salutatemi le vostre maestre!
Luca